Progetti 2017: – 1

Progetti 2017: – 1

Sul finire del 2016 ho lamentato una certa insoddisfazione. Il mio 2016 è stato particolarmente noioso, un anno che definirei banalmente piatto, così qualche giorno dopo l’inizio del nuovo anno ho scritto una serie di progetti per il 2017, certa di essere in grado di portare a termine solo il settimo. In realtà, il -1 del titolo si riferisce al primo progetto.

Ebbene sì, cambio lavoro. Nuovo lavoro, stipendio più alto, nuove possibilità di crescita. Etc … Questa nuova opportunità è scaturita da una serie di situazioni favorevoli, ma io sono sempre stata convinta che un buon lavoro lo ottieni perché sei al posto giusto, al momento giusto. Certo la professionalità di una persona è importante, ma spesso noi lavoriamo in un certo posto perché abbiamo detto no a qualcosa d’altro e perché qualcuno non ha visto l’annuncio o qualcun’altro ha rifiutato. Salvo eccezioni, siamo tutti sostituibili, dal punto di vista professionale; non lo siamo, però, in quanto persone.

Con il job act dimettersi si riduce a una comunicazione telematica. Poiché mi sembrava molto triste e squallido ho deciso di scrivere una lettera di ringraziamento alla mia ex capa, perché è una delle persone più belle che abbia mai incontrato, il che non significa che abbia lavorato bene per due anni. Anzi. Ci sono state parecchie cose che non sono andate per il verso giusto, ma nonostante le difficoltà lavorative si è creato un buon rapporto di amicizia e di fiducia. E ciò è bene.

Potrei dare moltissimi consigli per aiutare nella gestione dei rapporti umani, ma non lo farò perché credo che è un tipo di intelligenza che possiedi o non possiedi. Se l’interesse per gli altri non è genuino, generarai solo falsi sorrisi.

Ma facendo un paio di passi indietro… Nuovo lavoro, nuovo ambiente, nuovi colleghi, nuove sfide, nuovi stimoli. Molto entusiasmo e voglia di mettermi alla prova.

Molti lavori sono di nicchia, e t’impediscono di ricollocarti, perché esaurita quella domanda non sai più dove sbattere la testa. Io sette anni fa ero in quella situazione. Trent’anni, disoccupata, nessuna laurea, esperienza lavorativa di nicchia, con quasi tutti che si sentivano in dovere di mettermi al corrente su quanto la mia situazione fosse complessa. Io ascoltai tutto, ma trattenni solo quello che mi serviva.
Il lavoro ha un’importanza capitale nella vita di una persona, tant’è che la domanda Che lavoro fai? Si colloca ai primi posti. Finché un lavoro c’è l’hai nessun problema, lo dici e morta lì. Il problema è quando non ce l’hai.

Ergo, il lavoro è importante. Non per gli altri, ma per te stesso. Perché ti permette di realizzarti come persona, ti conferisce un posto sociale e ti fornisce i mezzi per essere indipendente.

Questo è il motivo per cui io non vado molto d’accordo con gli scoraggiati. E una persona che legge il mio blog potrebbe ribattere, parli bene tu che inizi a cercare lavoro a dicembre e a febbraio te ne propongono uno! Beh, parlo, perché io ho passato 4 anni a mandare cv con una media di 30 al giorno; nell’ultimo periodo anche 60. Senza contare tutto il resto.

Quindi, diciamo che ho ampiamente guadagnato il diritto di sputare sentenze, ma non lo farò. Anzi tendenzialmente, mi faccio i cazzi miei.

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4 pensieri su “Progetti 2017: – 1

  1. “Ergo, il lavoro è importante. Non per gli altri, ma per te stesso. Perché ti permette di realizzarti come persona, ti conferisce un posto sociale e ti fornisce i mezzi per essere indipendente.”

    Sottoscrivo al 100%.

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