Altas Undas, Amis Raynaut, Monsieur’s Departure

Altas Undas, Amis Raynaut, Monsieur’s Departure

Altas undas (que venes suz la mar) è una poesia, attribuita a Rambaldo di Vaqueiras, famoso trovatore provenzale, vissuto tra il XII e il XIII secolo, ma a quanto mi par d’aver capito, non è che si sia tanto certi.
Bene, fatemi in fischio quando l’avrete capito.

Più o meno, a grandi linee (sì è una ridondanza!) il testo (di cui, riporto solo la prima strofa)

Altas undas que venez suz la mar
que fay lo vent çay e lay demenar
de mun amic sabez novas comtar,
qui lay passet? No lo vei retornar!
Et oy Deu, d’amor!
Ad hora.m dona joi et ad hora dolor!

si capisce, se parli una lingua latina, comunque in rete si trovano traduzioni in inglese … fidiamoci.

Quant vient en mai, que l’on dit as lons jors,
Que Frans en France repairent de roi cort,
Reynauz repaire devant el premier front
Si s’en passa lez lo mes Arembor,
Ainz n’en designa le chief drecier a mont. E Raynaut amis!

La bella Erembour, interpella Rayaud, mentre passa sotto la sua finestra.
Il poema è anonimo, conosciuto anche come “Bele Erembors” …

On Monsieur’s Departure è un poema composto dalla regina Elisabetta I, incentrato sul fallimento delle negoziazioni di matrimonio con Francesco di Valois, duca d’Alençon e d’Angiò.
Eh… qui andiamo su diritti d’autore altolocati…

I grieve and dare not show my discontent,
I love and yet am forced to seem to hate,
I do, yet dare not say I ever meant,
I seem stark mute but inwardly do prate.
I am and not, I freeze and yet am burned,
Since from myself another self I turned.

Perché ho citato questi poemi?
Perché i tedeschi Qntal le hanno musicate e inserite tutte in Qntal V: Silver Swan, album del 2006 che, io continuo ad adorare anche se sono passati sette anni.

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Lord Randal

Lord Randal

Dodicesima nelle Child Ballads, border ballad (ovvero ballate della zona di confine tra Inghilterra e scozia).

Una madre interrogando il figlio scopre gradualmente che la sua amante lo ha avvelenato.

“O I fear you are poisoned, Lord Randal, my son!
I fear you are poisoned, my handsome young man!”
“O yes, I am poisoned; mother, mak my bed soon,
For I’m sick at the heart, and fain wad lie down.”

In italiano esiste una variante “L’avvelenato” o “Il Testamento dell’Avvelenato“, ma non si sa bene chi ha plagiato chi.
Ce ne sono diverse versioni: in comasco, brianzolo, lucchese, emiliano …

Nel 1962, Bob Dylan s’ispira a Lord Randal per la sua canzone “A Hard Rain’s A-Gonna Fall“.
Alla canzone allude ripetutamente J.D. Salinger nel Giovane Holden (ah ah ah… sinceramente, non me lo ricordo. Dovrei rileggerlo).

Esistono diverse cover di Lord Randal. Citandone alcune …

Il tenore russo Vladimir Rosing la registra arrangiata da Cecil Sharp alla metà degli anni ’20.
La cantante folk Buffy Saint-Marie la include nel suo album Fire e Fleet & Candlelight (1967)
Pare, ma io non ne sono certa, che gli Einstürzende Neubauten l’abbiano inclusa nell’album Haus der Lüge (1989) con il titolo Ein Stuhl In Der Hölle (A Chair In Hell).
Appare anche in un Greatest Hits di Harry Belafonte e una punk band newyorkese The Prodigals ne fa una traccia dell’album Dreaming in Hell’s Kitchen del 2001.

Comunque, il mio animo folkloristico m’impone di riportare la versione di Giordano Dall’Armellina.

Riddles Wisely Expounded

Riddles Wisely Expounded

La raccolta “Child Ballads” comprende 305 ballate, popolari inglesi e scozzesi, raccolte nel 19esimo secolo da James Child.

La prima ballata “Riddles Wisely Expounded” è una canzone tradizionale inglese del 1450.

Nella versione più antica, Inter diabolus et virgo, il “cattivo demone” si propone di rapire una fanciulla a meno che lei non risponda a una serie di enigmi. La fanciulla, però, prega Gesù e riesce a rispondere correttamente.

Nelle versioni più recenti, invece, un cavaliere interroga una dama prima di accettare di sposarla:

What is longer than the way?
What is deeper than the sea?What is louder than the horn?
What is sharper than a thorn?What is greener than the grass?
What is worse then a woman was?

Ad ogni verso del testo, inoltre, s’alterna la frase “lay the bent to the bonny broom“, dove per “broom” s’intende la ginestra.

Jean Redpath, cantante folk scozzese, ormai ultrasettantenne, ha registrato una versione della canzone nel  1980. Nello stesso anno, anche gli Steeleye Span l’hanno inserita nell’album Sails of Silver.
Più recenti invece sono le versioni di The Demon Barber del 2005 e di Anais Mitchell and Jefferson Hamer del 2013.

E dal momento che io preferisco quella di Jean Redpath …