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Quando sono stata a Londra,
alla stazione della metropolitana di Leicester, nello spazio riservato alle “Service informatiion” qualcuno aveva usato quello spazio per scrivere:

“To the person reading this, I’m proud of you. For having the courage to get out of bed and face the world. You might think no one notices, but I do. I’m proud of you”

Yours, Mom

E’ una cosa meravigliosa *__*

Pietà Rondanini, Castello Sforzesco, Milano

Pietà Rondanini, Castello Sforzesco, Milano

pietàrondaniniMichelangelo ha scolpito diverse Pietà. L’ultima, quella che non è mai riuscito a terminare, è la Pietà Rondanini, oggi al Castello Sforzesco di Milano.
Gli ingressi sono bloccati – nel senso che fanno entrare un tot di persone per volta e se si è fortunati ti lasciano vedere la Pietà per circa un quarto d’ora, altrimenti passi e guardi.
Che dire della Pietà Rondanini?
Michelangelo è morto prima di riuscire a completarla; Maria e Gesù emergono dalla pietra; manca la precisione del lavoro finito. Michelangelo è lo scultore del non-finito, dell’incompleto: era solito lasciare alcune statue incompiute. Perché lo facesse? Chi lo sa. C’è chi dice che fosse una sua scelta stilistica: il voler rappresentare la lotta che la forma compie per poter venire alla luce; chi, invece, adduce come motivazione, la perdita d’interesse in quello che stava facendo.
C’è una bellezza intrinseca nella mancanza di definizione che arriva quasi a fondere le due figure, tanto che si fatica a capire chi sorregge chi.

Peter Murphy & Trent Reznor, “Bela Lugosi’s dead”

Peter Murphy & Trent Reznor, “Bela Lugosi’s dead”

Ero un po’ indecisa sulla versione di Bela Lugosi’s Dead da mettere. L’originale del 1979 dei Bauhaus o la cover dei Sepultura del 2001?
Alla fine ho optato per questa versione Live. Trent Reznor (NIN), Peter Murphy (Bauhaus)… meravigliosi. *___*

Un brano ipnotico che ho ascoltato per anni.

Medea, Ben Power

Medea, Ben Power

Quando “Medea” è finito il mio primo pensiero è stato: “Per fortuna, l’ho vista al cinema.”

Io ho un ottimo rapporto con Euripide, nel senso che me lo sono letta per i cavoli miei, senza obblighi scolastici, in un momento della mia vita in cui sono stata in grado di adorarlo; con altri autori greci, tipo Aristofane, non c’è stato alcun “colpo di fulmine”, così ho dedotto di essere più portata per la tragedia che per la commedia.
E ho un ottimo rapporto con “Medea”, la tragedia. Credo sia straordinaria, nonostante sia stata scritta da un uomo, perché altri uomini al recitassero, davanti ad altri uomini e, pare, con lo scopo di “mettere in guardia l’uomo sulla follia di una donna se lasciata troppo libera, se tradita, o abbandonata” e via dicendo.
Così, mentre si attendeva l’inizio di uno dei film di Jodorowsky, ci capita di buttare l’occhio sul programma. Toh, trasmettono la Medea che hanno fatto al National. Helen McCrory interpreta Medea. Helen McCrory? Io che ho sempre “storto il naso” di fronte al “Teatro al Cinema” non ci ho pensato due volte. Helen McCrory che interpreta Medea. Col cavolo, che me la perdo. Fosse anche al Cinema.
Ben Power ha rivisto e modernizzato la Medea, e ha spinto lo sguardo un po’ più in là rispetto a Euripide dando maggiore spazio alla disperazione di Medea.

Non ci sono immagini in questo video, solo voci e musica. I Goldfrapp, l’ho scoperto da poco, sono gli autori delle musiche ed io voglio le musiche. Assolutamente!
Poiché questa è una tragedia, scegliamo giusto il momento più drammatico, epico, atroce di tutta l’opera: la fine (uno dei cambiamenti apportati, poiché Euripide fa terminare la tragedia quando Giasone scopre e piange la morte dei figli).

HangarBicocca, I Sette Palazzi Celesti e la personale di Juan Muñoz

HangarBicocca, I Sette Palazzi Celesti e la personale di Juan Muñoz

sette-palazziAlle porte di Milano, c’è uno spazio espositivo gratuito che merita immensamente.
L’Hangar Bicocca nasce nel 2004 come riconversione di un ex edificio industriale appartenuto alla Breda e dopo un decennio di abbandono. E’ uno dei migliori esempi di come capitali privati possono sostenere la cultura e di come sia possibile riutilizzare spazi destinati, altrimenti, a restare abbandonati.
Gli ambienti enormi, i soffitti elevati, consentono installazioni che per loro stessa esistenza necessitano di spazio per poter essere apprezzate al meglio.
Permanente è l’istallazione de I Sette Palazzi Celesti realizzati nel 2004 da Anselm Kiefer in occasione dell’apertura dell’HangarBicocca.

http://www.hangarbicocca.org/chi-siamo/i-sette-palazzi-celesti/

Fino al 23 agosto sarà presente la personale dedicata a Juan MuñozDouble Bind & Around“, artista scomparso nel 2001, conosciuto soprattutto per le sue sculture in resina e bronzo. Uomini appesi per una gamba o per la bocca. Figure senza piedi o che terminano in una sfera. Senza volto, con i tratti abbozzati o finemente cesellati.

Poiché il sito dell’Hangar offre ottimo materiale d’approfondimento, io mi fermo qui e mi limito a dire che l’effetto visivo è stupefacente, specialmente per quanto riguarda The Wasteland o Waste Land.

http://www.hangarbicocca.org/mostre/in-corso/Double-Bind-Around/