S’alza il vento e crolla il lampadario

S’alza il vento e crolla il lampadario

Ahahhahahha!
Aaaahhhhh!
Ahahhaha!
Ahahah!

Ah!

Si capisce che è una risata isterica?

Dopo ciò che è accaduto nelle ultime 48 ore ne ho la certezza! E’ fulminata! Ma immagino ci siano i motivi … spero!

Io sono e sarò sempre per il “non cagatemi il cazzo!”
Vi lovvo tutti; sono amica di tutti; se mi raccontate qualcosa non lo dico a nessuno…
ma non scassatemi la minchia!

Io faccio la gnorri!
Sempre e comunque!

A piedi nudi

A piedi nudi

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La foto non è mia, ma le scarpe sì e anche i piedi. Per inciso – io non mi fotografo i piedi è__é – ma dato l’argomento, mi sono ricordata che qualcuno l’aveva fatto.

Un giorno mi hanno detto: «Dai, dai. Vieni con noi! Ti divertirai!»
E io: «Non posso, non ho le scarpe. Prima le avevo, ma poi mi sono accorta che mi andavano strette, così le ho buttate.»
«Beh, puoi sempre comprarne un paio nuovo, no?»
No, penso.
«Ok, se le compro, ti chiamo.»
Passa del tempo e di nuovo: «Dai, dai. Vieni con noi! Ti divertirai!»
Mhph… penso.
«D’accordo. Cerco un paio di scarpe che possano andarmi bene e vi raggiungo.»
Trovo le scarpe. Sono diverse da quelle di prima, ma è meglio così.
Il tempo passa. Passeggio con le mie nuove scarpe. Salite, discese. Boschi, foreste. Il mare. Le montagne. Poi, la pioggia. L’acqua entra e le scarpe cominciano a farmi male. Non le curo. Sono infangate. Le stringhe spezzate. E la suola? Beh, se ci entra acqua è quella che è.
Mi siedo sul marciapiede.
«Te l’avevo detto che non volevo un altro paio di scarpe.» Una balla di parole che rotola.
Allento le stringhe e sfilo le scarpe. Prima una, poi l’altra. I piedi sono doloranti. Muovo le dita. L’asfalto è ruvido.
«Lo vedi? Siamo diversi. Tu indossi scarpe, io cammino a piedi nudi. Per un po’ io le scarpe le posso indossare, ma tu ce la faresti a camminare a piedi nudi?»

Daphne Cneorum e il difficile non-rapporto con i social network

Il Bosco, la Porta e il Nessundove

Il Bosco, la Porta e il Nessundove

Il BoscoÈ venuto così, questo bisogno, questo desiderio. Il tovagliolo piegato in malo modo, infilato sotto il piattino sul quale sono  rimaste solo le briciole, perché non voli via. La tazza mezza vuota – o forse dovrei dire mezza piena, perché sono una persona positiva. La visuale di un parcheggio pieno d’auto e chiazze di verde a rammentarti che no, non aver timore, sei ancora nel XXI secolo e il mondo ha ancora speranza.
– Le persone cominciano ad arrivare. – Se potessi, salirei sul treno, trascinerei il trolley fino a Viale dell’Oriuolo, zigzagando tra i turisti di Piazza del Duomo. Scivolerei fino alla Signoria e resterei lì ad assorbire la bellezza e il ricordo tra le statue del Loggiato. Le persone che si fanno opere d’arte, mescolate ai marmi. Se potessi, raggiungerei il mare. Un mare qualsiasi. Mi alzerei prima dell’alba e aspetterei. Chiuderei gli occhi e ascolterei il rumore delle onde e crederei che il – mio – mondo ha ancora speranza. E cercherei il Bosco, la Porta, un luogo dove essere.

28/05/2015

La Luna regna.

La Luna regna.

themoonChe La Luna fosse così potente avrei dovuto immaginarlo. La sua influenza si è manifestata immediatamente nonostante fosse comparsa in chiusura.
L’avevo sottovalutata. Anzi, si può dire che l’ho ignorata. Commettendo l’errore – gravissimo errore – di forzare un’interpretazione.
Ma, il giorno dopo la stesura ho ricevuto in dono un ciondolo a forma di Luna: una coincidenza? un ammonimento? Chissà!

“La Luna regna.”
Ecco che assume un significato ben più veritiero ciò che precede La Luna e la cui influenza è destinata a realizzarsi in tempi brevissimi.
Interessante.
Mumble… Mumble…

No, non sono impazzita, anche se qualcuno – in certe situazioni – mi ha guardata davvero come se avessi tre teste e non è bello. Ti fa venire dei dubbi sul tuo modo di agire.
C. parla di lucida follia, ma C. è la persona più tollerante che abbia conosciuto.