Le ferie? Una vita fa!

Le ferie? Una vita fa!

<< Mà mà … stanotte ho sognato una vecchia che mi fissava! >> sbraita D. camminando per il lungomare.
<< Come, una vecchia? >>
<< Sì, una vecchia nel cortile di casa. Mi fissava incazzata. >>
Ciabatta lontana dalla gente.
<< Dici che porta male? >>

<< Sono arrivata a Sestri in ritardo e, cavoli, dovevo andare in bagno. La coincidenza l’avevo persa e quindi … Sono andata fuori. Sai, in tutta calma. Chissenefrega! Tanto dovevo aspettare! Quindi sono andata al bar, in bagno, mi sono guardata in giro. Sono tornata al binario. Era pieno di gente. Dopo un po’ arriva il treno. Io mi siedo perché nel frattempo si è liberato il posto! Tutti che salgono – sì sì, salite pure! Beh, il fatto è che era il treno che avevo credevo di avere perso, in ritardo di mezzora! >>
<< E tu? >>
<< Mi sono fiondata a prenderlo. >>

<< Dove cambi? >>
<< A Genova! >> D. risponde con assoluta convinzione.
Qualche giorno dopo.
<< Dove cambi? >>
<< A Genova. >>
Un paio di giorni prima di partire: Controlliamo un attimo i biglietti.
Milano Centrale – Sì, ok. Ci siamo
Sestri Levante – O___O
Perché minchia ho un biglietto per Sestri Levante? Ma l’ho fatto io? Ma mi sono sbagliata? Oddio, cosa ci vado a fare a Sestri Levante!? O___O
Sestri Levante – Devia
Ah, sta a vedere che devo cambiare a Sestri Levante.
Controlliamo il biglietto di ritorno.

Devia Marina – Sì, ok. Ci siamo.
Levanto. – Levanto? Che caspita c’entra Levanto!? Non era Sestri!? Oddio, pure un’altra stazione al ritorno.

<< Ciao, volevo comunicarvi che non cambio a Genova ma a Sestri. Prima o poi, sbaglierò a prendere l’aereo. >>
<< Io mi candido per venire a recuperarti!>>

Tu dici bianco e la gente capisce uovo all’occhio di bue

Tu dici bianco e la gente capisce uovo all’occhio di bue

<<Salve, un aperol soda?>>
<<Lo Spritz?>>

<< Un … aperol. L’aperol!>>

E dentro di me penso. Ma voglio un cazzo di aperol, chi se ne frega dello Spritz!
Ma il barman ha deciso che io dovevo bere lo Spritz.

Lo vedo miscelare prosecco e aperol.

<< Ci mettiamo un po’ di soda?>>

Io penso: No no… mi hai già messo due cose insieme, non aggiungiamoci la terza!

<< No, grazie!>>

<< Allora ti aggiungo il prosecco!>>

Bene, bravo! Rendimelo ancora più alcolico che ho avuto una giornata di merda!

<< Mentre ti aspettavo, mi sono data all’alcol. Ho avuto una giornataccia. >>
<< Ciò non va bene! >>

<< Stavo pensando di riprendere a fumare, ma no. Meglio darsi all’alcol.>>

<< Volevo un aperol liscio, ma mi voleva rifilare lo Spritz.>>
<< E hai bevuto lo Spritz? >>
<< No, non mi ha messo la terza cosa. Già mi ha miscelato due cose insieme, figuriamoci una terza. Ci ha caricato il Prosecco. >>

<< Quindi tu ti sei bevuta uno Spritz più alcolico?  >>

<< Tecnicamente, sì. Comunque, il mondo mi sembra migliore adesso. >>

Carte & Mazzi

Carte & Mazzi

Il 23 maggio 2015 dopo dieci anni ho messo giù le carte. Io faccio sempre lo stesso gioco con gli Arcani Maggiori. Tre carte per il passato, tre per il presente e tre per il futuro. Questo è il responso che estrapolai dalla sequenza del “futuro”.

Conseguimento di un successo. In genere si fa riferimento al lavoro o all’amore. La positività espressa dalla prima carta è incrementata dalla seconda, la cui influenza va da uno a tre mesi: quindi, si muoverà qualcosa nei prossimi mesi.
La terza carta rimanda ad inganni, situazioni spiacevoli. Il fatto che sia uscita capovolta, mitiga la negatività. Se si parla d’amore: questo si rivelerà problematico. Se si parla di lavoro: non sarà come ci si aspetta e bisognerà stringere i denti per andare avanti. In pratica un malessere sul posto di lavoro.

Quali erano le carte? Tsé… mica lo scrivo.

Il travestimento del pollo.

Il travestimento del pollo.

«Vorrei prendere la piadina Natura, ma c’è il pesto. Non lo digerisco.»
«Cosa vi porto?»
«Per me una piadina Natura.»

«Non ti piace?»
«Ci sono pezzi di pollo nel riso.»
«Sì… l’hai ordinato tu»
«Sì, ma… E’ tutto il pollo!»
[…]
«Non andava bene?»
«No, ehm… stavo male… non mi sentivo bene.»
«No, è che i pezzi vengono da tutto il pollo e lei non lo sapeva.»

I misteri di uno smartphone

I misteri di uno smartphone

1.

«Perché il tuo smart ha un simbolo esoterico?»
«Non lo so. L’ho notato anche io.»
«Quello è un simbolo da Illuminati.»
«Eh, già! Magari serve a spiare. Il grande occhio. […] Però a ben pensarci io il cell me lo porto anche sul cesso.»

2.

«Anteprima personaggio?»
«Che strano? Chissà cosa vorrà dire? Sarà mica character? Cioè character… personaggio… carattere.»
«Lo sapevo che non dovevo mettere l’italiano, adesso torno all’inglese.»
«Vedi che avevo ragione a menarla con questa storia del character? Che c’è scritto?»
«Character Preview.»
Appunto.

Il Samsung usa Google Translate.