Tap & Money

Tap & Money

Cosa minchia è un tap? Io ero rimasta al click.?!

Anyway. Sono in ferie … non facciamoci domande sul perché sia già in ferie a luglio e probabilmente rientrerò a settembre, salvo diverse indicazioni. Sono così stressata che ho accolto questo luuungo periodo di ferie come una manna del cielo, ma contemporaneamente sto riflettendo sui pro e i contro. I contro stanno vincendo, ahimè e ciò comporta decisioni da prendere. 

Non devo mettere piede fuori casa. Non devo mettere piede fuori casa. Tenendo conto che io sono un part time. Sì questo è uno dei contro … è facile capire come quasi 150 euro in un giorno siano un pugno nello stomaco. Ma la benzina dovevo farla e io faccio sempre il pieno; quella borsa era veramente carina tutta giaaaaaalllla; anche quelle scarpe erano molto carine.- se tiro un calcio a qualcuno lo uccido; e – cavolo! La rasatura non era più ormai una rasatura, quindi mi è toccato rifare l’undercut. Altre 70 euro che ho pagato con la carta di credito. 

La gente si stupisce perché sembro una piena di soldi quando apro il portafogli e tergiverso sulla modalità di pagamento. “Come ti pago … dunque … vediamo.” In realtà, in quella manciata di secondi, i miei neuroni da assalto stanno analizzando simultaneamente: andamento del c/c, risparmi diversificati, saldo prepagata, contanti nel portagoglio, spese effettuate fino a quel momento a partire dall’ultimo prelievo/ricarica, uso carta di credito, proiezione dell’ultimo addebito, spese previste nell’immediato futuro. Analizzati tutti questi elementi, estraggo 10 euro dal portafoglio ritenendo che in quel preciso momento il pagamento in contanti sia la scelta migliore.

E poiché rientro in quella categoria di persone che – attenzione! – Ha risparmi che le fruttano uno sputo di interesse, ma lo fruttano, forse i miei metodi hanno un fondamento psico-economico. 

Forse.

P.s. ma in sto posto entrano solo cani della stessa razza?

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Background

Background

Quando parlo di un film, o di un album o anche di un libro più che fare una recensione, esprimo un’impressione a caldo. Cose che scrivo di getto, senza star troppo a riflettere.

Il punto è che le opinioni delle persone cambiano a seconda del loro background. Quali libri ha letto prima di leggere l’ultimo libro recensito? Legge solo romanzi o anche saggi? Quali saggi? Quali film guarda? Disprezza il cinema italiano? Ma quali registi ha visto? Del Giappone conosce solo gli anime o ha visto anche i film di Ozu? Cosa sa dirmi dell’espressionismo? Cosa ha visto di Scorsese? Solo gli ultimi film, o anche l’acerbo “Chi sta bussando alla mia porta?”; conosce Ingmar Bergman, Elio Petri…? Ha mai visto qualcosa di Vittorio De Sica o Ludovico Visconti? Conosce qualche regista coreano o cinese? E che ne pensa del cinema greco? Che musica ascolta? Ha studiato in un conservatorio? Suona uno strumento musicale? Canta? Ama più il jazz o il metal? E via dicendo…

Insomma… c’è tantissima roba in giro.

L’oggettività non esiste; le opinioni delle persone cambiano a seconda di ciò che sanno. Inconsciamente o consciamente noi tendiamo a trovare somiglianze e discrepanze. Dove ho già sentito quella storia? Dove ho già visto quel modo di riprendere la scena? E i dialoghi, reggono? Sono incisivi? Il libro scorre? E’ scritto bene? La storia è una ripetizione? E’ innovativa?

Quando qualcosa non mi piace, cerco di capire perché non mi piace. E’ perché è una cosa fatta male o è perché non condivido la scelta dell’autore?

Esprimere un’opinione quindi è facile. Possiamo farlo tutti. Indipendentemente dal background che abbiamo alle spalle, ma pretendere che quell’opinione diventi verità …