#Milano: La Darsena.

#Milano: La Darsena.

In previsione dell’Expo, Milano ha deciso di valorizzare alcuni luoghi. Sì, si è impegnata. Uno è la Darsena. Ecco… la Darsena. A parte che il Naviglio avrebbe bisogno di un depuratore bello potente… ma sorvoliamo. La Darsena sostanzialmente è una pavimentazione uniforme che costeggia su entrambi i lati una piccola parte del Naviglio. Potremmo definirla minimalista. Sono sicura che di sera sia suggestiva con le luci che si specchiano nell’acqua e gli assemblamenti di persone – riguardo questo nutro qualche dubbio, ma c’è chi ama essere nello stesso posto degli altri – ma, in tarda mattinata o primissimo pomeriggio, con 35 gradi la Darsena è l’anticamera dell’inferno.
Non ho foto che testimoniano la traversata. Tutto il mio essere era concentrato nel mettere un piede davanti all’altro.
Ma sopratutto … perché le Lumache?

A piedi nudi

A piedi nudi

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La foto non è mia, ma le scarpe sì e anche i piedi. Per inciso – io non mi fotografo i piedi è__é – ma dato l’argomento, mi sono ricordata che qualcuno l’aveva fatto.

Un giorno mi hanno detto: «Dai, dai. Vieni con noi! Ti divertirai!»
E io: «Non posso, non ho le scarpe. Prima le avevo, ma poi mi sono accorta che mi andavano strette, così le ho buttate.»
«Beh, puoi sempre comprarne un paio nuovo, no?»
No, penso.
«Ok, se le compro, ti chiamo.»
Passa del tempo e di nuovo: «Dai, dai. Vieni con noi! Ti divertirai!»
Mhph… penso.
«D’accordo. Cerco un paio di scarpe che possano andarmi bene e vi raggiungo.»
Trovo le scarpe. Sono diverse da quelle di prima, ma è meglio così.
Il tempo passa. Passeggio con le mie nuove scarpe. Salite, discese. Boschi, foreste. Il mare. Le montagne. Poi, la pioggia. L’acqua entra e le scarpe cominciano a farmi male. Non le curo. Sono infangate. Le stringhe spezzate. E la suola? Beh, se ci entra acqua è quella che è.
Mi siedo sul marciapiede.
«Te l’avevo detto che non volevo un altro paio di scarpe.» Una balla di parole che rotola.
Allento le stringhe e sfilo le scarpe. Prima una, poi l’altra. I piedi sono doloranti. Muovo le dita. L’asfalto è ruvido.
«Lo vedi? Siamo diversi. Tu indossi scarpe, io cammino a piedi nudi. Per un po’ io le scarpe le posso indossare, ma tu ce la faresti a camminare a piedi nudi?»

Daphne Cneorum e il difficile non-rapporto con i social network

Il travestimento del pollo.

Il travestimento del pollo.

«Vorrei prendere la piadina Natura, ma c’è il pesto. Non lo digerisco.»
«Cosa vi porto?»
«Per me una piadina Natura.»

«Non ti piace?»
«Ci sono pezzi di pollo nel riso.»
«Sì… l’hai ordinato tu»
«Sì, ma… E’ tutto il pollo!»
[…]
«Non andava bene?»
«No, ehm… stavo male… non mi sentivo bene.»
«No, è che i pezzi vengono da tutto il pollo e lei non lo sapeva.»