Lasciami Entrare, Tomas Alfredson

Lasciami Entrare, Tomas Alfredson

lasciamientrare“Lasciami Entrare” è un film svedese, del 2009, tratto dal romanzo omonimo di John Ajvide Lindqvist. Un buon film, dicono. Ma ho preferito il libro.
Il brutto dei film, anzi delle sceneggiature tratte dai libri è che tagliano, incollano, rimescolano. Per tirarne fuori una storia che sta in 120 minuti. E il brutto è che chi guarda il film dopo aver letto il libro non può sempre essere contento del risultato.
Perché in “Lasciami Entrare”, il film, mancano numerose parti fondamentali del romanzo e altre vengono abbozzate solo in minima parte. E per fortuna che la sceneggiatura, l’ha scritta Lindqvist. Pover’uomo. Dover attentare alla sua opera in quel modo, per esigenze cinematografiche.
Comunque… siamo a Stoccolma. Oskar ha dodici anni e viene continuamente maltrattato dai suoi compagni di classe. Una sera, conosce Eli, una ragazzina che da poco si è trasferita nel suo quartiere, con un uomo. Tra i due ragazzini comincia a svilupparsi una profonda amicizia. Ma con il passare del tempo, Oskar scoprirà la vera natura di Eli…
Come storia “vampiresca” -. Okey, non s’era capito? Eli è un vampiro – dicevo… come storia “vampiresca” presenta una trama originale, soprattutto nella scelta dell’età dei personaggi e nella dimensione umana del vampiro. Eli non è morta, ma è più che altro “infetta”. Presenta tutte le caratteristiche dei vampiri: si nutre di sangue, non può stare alla luce del sole e ha bisogno di un invito per entrare nelle case altrui.
Più che sul lato horrorifico, il film è stato incentrato su Oskar. Sul suo rapporto con gli altri ragazzini, con il padre, e con Eli. Grazie ad Eli, Oskar imparerà a dire di “no” ai soprusi dei suoi compagni di classe e imparerà ad affezionarsi a un’altra persona. E via dicendo…
Tuttavia, ci sono diverse parti del film abbozzate, rispetto al libro. Ad esempio, manca tutta la parte che riguarda Hakan, l’uomo che inizialmente vive con Eli. O, la spiegazione riguardo la sessualità di Eli. O, anche il finale… Ecco, le scene che precedono il viaggio sul treno sono la parte peggiore del film. E’ come se, dopo quasi due ore (beh, non proprio), si siano accorti che stava diventando troppo lungo e si siano detti: “Cos’è che succede? Ah, sì! Rapidi, rapidi. Tu qui. Lui lì. Sì, bene.”
No, un momento… Dov’è la drammaticità di Eli che cerca di entrare nella piscina mentre Oskar è tenuto con la testa sott’acqua? Tutto ridotto a un braccio mozzato?
Sono queste cose che fanno stridere una storia. La fanno inciampare. Resta il fatto che ha vinto diversi premi, quindi… dimenticando la storia originale ci rimane una buona storia. Dico sul serio è un buon film, anche se…

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